I dieci alimenti importati dall'estero che potrebbero nuocere alla salute
Sono numerosi gli alimenti contaminati importati dall’estero. Quasi la totalità (92%) dei campioni analizzati dall’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) in occasione della stesura del “Rapporto 2015 sui residui dei fitosanitari in Europa”, sono infatti risultati irregolari per la presenza di residui chimici. Lo comunica la Coldiretti, che sulla base del rapporto Efsa ha stilato la “Black list dei cibi più contaminati”.

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“Non c’è più tempo da perdere e occorre garantire l’obbligo dell’etichettatura d’origine su tutti gli alimenti e rendere finalmente pubblici i flussi commerciali delle materie prime provenienti dall’estero per far conoscere anche ai consumatori i nomi delle aziende che usano ingredienti stranieri – dichiara Roberto Moncalvo, Presidente di Coldiretti -. Bisogna liberare le imprese italiane dalla concorrenza sleale delle produzioni straniere realizzate in condizioni di dumping sociale, ambientale con rischi concreti per la sicurezza alimentare dei cittadini”.
Ecco la lista nera dei cibi contaminati:
1. broccoli cinesi – nella maggioranza dei campioni è stata trovata la presenza eccessiva di acetamiprid, chlorfenapyr, carbendazim, flusilazole e pyridaben;
2. prezzemolo vietnamita – in questo caso i problemi derivano da quantità troppo elevate di chlorpyrifos, profenofos, hexaconazole, phentoate, flubendiamide;
3. basilico indiano - contiene una sostanza, chiamata carbendazim, vietata in Italia perché ritenuta cancerogena;
4. melagrane egiziane - in un caso su tre (33%) superano i limiti di residui chimici stabiliti dalla legge;
5. fragole egiziane – l’11% dei campioni supera i limiti di residui chimici stabiliti dalla legge;
6. arance egiziane - il 5% dei campioni supera i limiti di residui chimici stabiliti dalla legge;
7. peperoncino della Thailandia – nel 21% dei casi presenta residui chimici irregolari;
8. piselli del Kenia - risultano contaminati in un caso su dieci (10%);
9. meloni e cocomeri della Repubblica Dominicana - sono fuori norma nel 14% dei casi per l’impiego di spinosad e cypermethrin;
10. menta del Marocco – il 15% dei campioni è risultato irregolare.


La Coldiretti sottolinea che l’agricoltura italiana è la più green d’Europa. Presenta, infatti, 281 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), il divieto di utilizzo degli Ogm e il maggior numero di aziende biologiche. Inoltre, è anche al vertice della sicurezza alimentare mondiale con il minor numero di prodotti agroalimentari con residui chimici irregolari (0,4%), quota inferiore di quasi 4 volte rispetto alla media europea (1,4%) e di quasi 20 volte rispetto a quella dei prodotti extracomunitari (7,5%).

 

 

 

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